La giornata dell’ASP “Ridurre le distanze, garantire il diritto alla salute: ASP, ETS e Mediatori di sistema, una rete per l’accesso alle cure” ha avuto inizio con l’esibizione del coro “Il Suono dell’Accoglienza” della Cooperativa sociale Rò La Formichina della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha utilizzato strumenti realizzati con il legno dei barconi dei migranti per trasmettere un messaggio di rinascita e speranza, promuovendo l’inclusione sociale e la salute pubblica. L’evento si è svolto all’interno della fermata d’arte “Fontana” della Metropolitana di Catania e ha visto la partecipazione di numerose persone che hanno conosciuto l’accoglienza da vicino e hanno trovato nella musica uno strumento di riscatto e di prevenzione delle malattie.
Il focus dell’appuntamento è stato un sistema sanitario che sceglie di andare incontro a tutti, senza distinzioni, abbattendo le distanze e trasformando il diritto alla salute in un’opportunità concreta di inclusione e di promozione della salute, garantendo l’accesso alle cure mediche e ai servizi di assistenza sanitaria. L’ASP di Catania ha presentato i numeri del proprio lavoro, con 2.309 persone prese in carico, oltre 1.000 prestazioni odontoiatriche, sei ambulatori di prossimità e tre motorhome che raggiungono chi non può accedere ai servizi, offrendo una risposta ai bisogni di salute dei cittadini e riducendo le disuguaglianze in materia di sanità. Il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) è finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e ha l’obiettivo di costruire una rete che coinvolge sette Enti del Terzo Settore e otto mediatori di sistema, promuovendo la collaborazione tra istituzioni e operatori del settore sanitario e sociale.
Il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, ha sottolineato l’importanza di superare le distanze e di garantire l’accesso alle cure per tutti, senza distinzioni, promuovendo la salute come un diritto umano fondamentale e la prevenzione delle malattie come strumento di benessere sociale. Ha anche evidenziato l’ostacolo della sfiducia di chi non crede più che qualcosa possa cambiare e ha ribadito l’importanza delle parole e della comunicazione per cambiare la realtà e promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche di salute pubblica. Il direttore generale dell’INMP, Cristiano Camponi, ha allargato lo sguardo al quadro nazionale, sottolineando che non c’è integrazione senza la garanzia della salute e che il tema della sanità non riguarda solo il settore sanitario, ma anche l’ordine e la sicurezza pubblica, richiamando l’attenzione sull’importanza della salute come elemento chiave per il benessere sociale e la coesione comunitaria.
L’ingegnere Giorgio Martinelli, Autorità di Gestione del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, ha presentato i numeri del programma, con un finanziamento di 625 milioni di euro e una copertura degli anni 2021-2027, spiegando come il programma si inserisca nella cornice della politica di coesione dell’Unione Europea e come sia finalizzato a ridurre le disuguaglianze in materia di salute e a promuovere la salute come diritto umano fondamentale. Ha anche sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e della collaborazione tra istituzioni e operatori del settore sanitario e sociale per garantire l’accesso alle cure e ai servizi di assistenza sanitaria. Il dott. Marco Maccari, Responsabile dell’Organismo Intermedio per l’Area “Contrastare la povertà sanitaria”, ha messo a fuoco la parte operativa del programma, con sette linee di intervento che rafforzano l’accesso ai servizi e riducono le disuguaglianze, illustrando come il programma si articoli in diverse aree di intervento per promuovere la salute e il benessere sociale.
La mediazione di sistema è stata presentata come un elemento innovativo del modello catanese, con un lavoro che migliora l’accessibilità dei servizi sanitari per chi vive in condizioni di maggiore fragilità sociale, economica o culturale, garantendo l’accesso alle cure mediche e ai servizi di assistenza sanitaria e promuovendo la partecipazione dei cittadini alle politiche di salute pubblica. La testimonianza di una ragazza, Sofia, ha raccontato la sua esperienza di cura nel reparto di Odontoiatria Speciale Riabilitativa dell’ASP di Catania, diretto dal dottor Riccardo Spampinato, sottolineando l’importanza della salute orale e della prevenzione delle malattie dentali come strumento di promozione della salute e del benessere sociale. Il dottor Spampinato ha ricordato un impegno che dura da oltre venticinque anni e i risultati raggiunti grazie al progetto finanziato dal PNES, con numeri che rappresentano persone che hanno ricominciato a sorridere, evidenziando l’importanza della salute orale come elemento chiave per il benessere sociale e la qualità della vita.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi relatori, tra cui la dottoressa Laura Pergolizzi, capo di gabinetto della Prefettura di Catania, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Catania, Serena Spoto, e il professor Pieremilio Vasta, referente del Comitato Consultivo e della Rete Civica, che hanno discusso di come garantire l’accesso alle cure e ai servizi di assistenza sanitaria, promuovere la salute e il benessere sociale e ridurre le disuguaglianze in materia di salute. Gli Enti del Terzo Settore coinvolti nel programma hanno avuto l’opportunità di presentarsi direttamente alla cittadinanza, raccontando le proprie attività, i servizi offerti e il ruolo svolto quotidianamente nei territori a sostegno delle persone in condizioni di vulnerabilità, evidenziando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e operatori del settore sanitario e sociale per garantire l’accesso alle cure e ai servizi di assistenza sanitaria. L’evento si è concluso con la visita ai motorhome, ambulatori a quattro ruote, aperti a chi ha bisogno, promuovendo l’accesso alle cure mediche e ai servizi di assistenza sanitaria come strumento di promozione della salute e del benessere sociale.